Progetto pedagogico clinico per i bambini da due ai sette anni
dott.ssa Francesca Simoni
L'unità psicofisica della persona era fin poco tempo fa in netto contrasto con una lunga tradizione filosofica occidentale, che vedeva un dualismo tra corpo e mente, privilegiando la seconda a scapito del primo. Così si è andato ad accentuarsi l'antagonismo tra la cultura del corpo e quella della mente. Non avendo mai spezzato i legami con il dualismo, per lungo tempo l'educazione attraverso il corpo non è riuscita ad imporsi come mezzo fondamentale di educazione. Al contrario le veniva attribuito un ruolo alquanto più modesto: di mantenimento della salute (concezione igienista) e di manifestazione del bisogno di distensione (aspetto ricreativo).
Oggi invece possiamo affermare che l'educazione attraverso il corpo è un mezzo di conoscenza dell'ambiente che ci circonda e di noi stessi. E' un ineguagliabile mezzo di formazione in particolar modo nella prima e nella seconda infanzia, un efficace mezzo educativo non verbale rappresentato dai movimenti, metodo questo insostituibile per affermare certe percezioni, sviluppare alcune forme di attenzione ed attivare certi aspetti dell'intelligenza. Si tratta quindi di un metodo attivo secondo il quale non possiamo acquisire idee, sentimenti e tecniche se non quando le viviamo con il corpo.
La specificità dell'approccio pedagogico clinico porta a considerare l'essere umano nella sua totalità in continua evoluzione nell'arco della sua intera esistenza. Sulla base di questi principi l'attenzione che è stata rivolta all'attività, ha tenuto conto di ogni aspetto di crescita individuale.
Il progetto dedicato ai bambini tra i 2 e 7 anni d'età viene realizzato dal 2002 presso le strutture statali e comunali della provincia di Trieste.
L'obiettivo principale del progetto consiste nello stimolare un generale ed armonico sviluppo del bambino. Partendo dalle sue potenzialità gli diamo la possibilità di conoscere se stesso e l'ambiente, scoprire le sue abilità e disponibilità nel relazionarsi con gli altri.
Il progetto si propone di rispondere al bisogno naturale di movimento del bambino con esperienze creative e ludiche che hanno come significato lo sviluppo di un valido rapporto con la personalità nella sua unità. La competenza motoria di base (camminare, correre, saltare, arrampicarsi, tirare e ricevere oggetti vari) è sicuramente indispensabile per lo sviluppo successivo delle attività motorie complesse, ma soprattutto aiuta il bambino a creare la propria immagine, a prendere coscienza dello spazio e del tempo, a scoprire percorsi personali nella soluzione di problemi. Attraverso molte e diverse esperienze motorie e non, si è lavorato sulla coordinazione generale, l'equilibrio e l'orientamento. In più si è posto l'accento sull'importanza della collaborazione, del rispetto delle regole e degli accordi sociali.
Il gioco è il modo più coinvolgente attraverso il quale i bambini arrivano ad acquisire nuovi saperi. Il beneficio che ne deriva è globale dunque investe la sfera motoria, intellettuale, emotiva e sociale. Lo spettro dei giochi proposti è vario e prevede attività dinamiche supportate da momenti narrativi, dalla musica vocale o strumentale. II programma poggia su metodologie proprie del pedagogista clinico, l'Edumovement - per le esperienze organizzativo motorie, la Musicopedagogia - per la facilitazione delle modalità interattive e l'Inter Art - per lo sviluppo della creatività.