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Il pedagogista clinico: risorsa importante nell'equipe multidisciplinare in collaborazione con gli studi legali :::...
Dr.ssa Luisa Manosperti
Pedagogista Clinico, Consulente Tecnico e Peritale per il Tribunale
Direttore Provinciale Anpec di Trieste
Essendo un esperto dell'educazione e dello sviluppo integrale della persona in tutte le sue potenzialità e peculiarità, il pedagogista clinico osserva, legge e formula ipotesi di intervento nell'andamento formativo ed educativo degli individui in relazione alle condizioni evolutive ed intellettuali di ognuno e si preoccupa di facilitare lo sviluppo dell'uomo nella sua globalità.
Dal momento che la pedagogia clinica studia l'uomo interessandosi ad ogni aspetto della sua vita, il colloquio anamnestico riveste sempre più un ruolo centrale nell'atto educativo. Del soggetto infatti è importante capire le motivazioni, i bisogni, l'intreccio delle sensazioni e della percezione dei fatti, le difficoltà e l'ansia nel vivere i rapporti.
E' proprio in questo contesto che si colloca il lavoro del pedagogista clinico in qualità di consulente per gli studi legali diventando una risorsa all'interno di un'equipe a servizio della persona. L'avvocato infatti ha spesso necessità di conoscere il suo cliente sotto più aspetti per poterlo difendere e per tutelare meglio i suoi diritti.
Come già evidenziato nell'articolo apparso sul numero di novembre 2007, le consulenze richieste al pedagogista clinico spesso derivano da cause di divorzi che hanno come protagonisti bambini contesi, minori che vivono male la separazione dei genitori e che hanno bisogno di essere sorretti nell'andamento della propria crescita educativa. Vengono altresì richieste consulenze e pareri a fronte di malesseri e disagi personali insorti dopo un lungo e burrascoso procedimento giudiziario a prescindere dalla natura del contenzioso.
Il pedagogista clinico, per eseguire un lavoro completo e fare un'osservazione più accurata, a prescindere dal tipo di consulenza richiesta, ritiene possibile e a volte doveroso, condividere lavorando assieme ad altri specialisti.
Generalmente le consulenze richieste dai soggetti che sono coinvolti in procedimenti giudiziari e che hanno la necessità di avvalersi di uno studio legale, sono condivise dal pedagogista clinico e da uno psicologo o psicoterapeuta che si occupa della parte psicodiagnostica proprio perché spesso le indagini esulano da altri contesti di indagine.
Dopo una attenta analisi del bisogno e ad una accurata anamnesi del soggetto si procede alla formulazione e alla stesura dei pareri e, laddove ve ne sia la concreta necessità, alla formulazione di un'ipotesi di intervento specialistico (a volte anche integrato). Come ben si evince quindi le consulenze (che siano tecniche, di parte o pareri extragiudiziali) richiedono un lavoro di équipe che, pur essendo oneroso e impegnativo, porta a risultati positivi e duraturi.
La collaborazione sin qui instaurata con gli studi legali è testimonianza dell'utilità e della filosofia di lavoro del pedagogista clinico; il singolo ha necessità di essere ascoltato, compreso e aiutato non solo attraverso un approccio "unidirezionale" bensì "olistico".
L'aiuto globale è sinonimo di comprensione e di presa in carico della persona. Solo agendo su più fronti il singolo si sentirà sostenuto, compreso e realmente accompagnato verso un processo di crescita e di miglioramento a prescindere dalla problematica per la quale è stata richiesta la consulenza.
Nello studio Therapeia in cui opero, mi trovo spesso a collaborare con la collega psicoterapeuta dott. Laura Mullich riscontrando, oltre che l'utilità del servizio, anche un'alta soddisfazione del cliente che viene "accolto" in un momento delicato e impegnativo dal punto di vista emotivo.
In quest'ottica di interazione professionale il cliente viene ascoltato oltre che da un professionista della "pratica giuridica", guidato quasi esclusivamente da parametri tecnici, dalle norme e dalla prassi della giurisprudenza, da un professionista che tiene invece conto dei margini di disponibilità individuali, degli equilibri emotivi ed affettivi alterati, delle problematiche insorte in situazioni di disagio che paradossalmente creano ulteriore disagio.