Già nell'antichità l'uomo faceva doni agli dei, ai sovrani o alle persone importanti. Anche le persone comuni si scambiavano dei regali per comunicare il proprio rispetto verso l'altro o in occasioni speciali, come ad esempio alla nascita di un bambino. I doni avevano una valenza simbolica, testimoniavano affetto, riconoscimento, e sostegno alla persona. I regali quindi non sono affatto un'invenzione della società moderna ma fanno parte del nostro bagaglio culturale già dall'antichità. Un usanza importante che deve essere sicuramente mantenuta nel tempo.
La differenza tra ieri ed oggi, sta nel fatto che nel fare un regalo, ne abbiamo perso il significato simbolico, ovvero ciò che implicitamente sottende all’atto stesso del regalare qualcosa a qualcuno. Probabilmente questo accade perché ne facciamo troppi e in troppe occasioni. Purtroppo negli ultimi tempi il regalare sembra essere diventato un gara, durante la quale i concorrenti si affannano a fare il regalo più costoso, quello più grande o più bello.
Ormai dicembre è alle porte e la gente inizia a cercare il regalo più adatto da fare agli amici, ai famigliari, ai bambini. Tra poco arriverà San Nicolò e poco dopo pure Babbo Natale. Se provate a chiedere ad un bambino che cosa gli ha portato Babbo Natale, rimarrete stupiti nel riscontrare che negli ultimi anni il nonno dalla barba bianca, che vola nel cielo con la sua slitta e le renne, si è arricchito a tal punto, da riuscire a portare ad ogni bambino in media ben 5 regali.
Una volta, Babbo Natale portava ai bambini arance, mandarini e qualche caramella. Erano le cose più pregiate e molto apprezzate. Poi iniziò a portare i giocattoli ai bambini meritevoli ed il carbone ai meno bravi. Nell’aria regnava un’emozione intensa. Tutti andavano a letto cercando di ascoltare i rumori nella notte e cogliere il suo passaggio. Al risveglio i bambini erano eccitatissimi e correvano ad aprire il loro regalo. Anche il più piccolo dei giocattoli aveva un valore immenso in quanto, all'epoca ogni bambino ne riceveva uno, ne possedeva pochi e quindi stava molto attento a non romperli.
Oggi, nell'era consumistica in cui viviamo, i bambini ricevono talmente tanti giocattoli, che nell'elencarli non riescono nemmeno a ricordarli tutti. Alcuni di questi vengono direttamente ammucchiati insieme agli altri che già possiedono, in quanto non suscitano il loro interesse. Dato che ne possiedono tanti e li ricevono durante tutto l’arco dell’anno, perdono il proprio valore e anche l’arrivo di Babbo Natale non è più così eccitante come una volta. Per questo motivo oggi, i giocattoli spesso si rompono, vengono con facilità regalati agli amici o addirittura dimenticati da qualche parte.
Per far comprendere ai bambini il valore delle cose, è importante accordarsi anticipatamente con nonni e parenti su cosa comperare, senza arrivare ad eccessi. Per sapere qual è la giusta misura di giocattoli che il bambino dovrebbe possedere, basta chiedergli che cosa ha ricevuto in relazione alla festività più vicina. Se il bambino non se lo ricorda, significa che i giocattoli a sua disposizione sono troppi.
Quando si fa un regalo ad un bambino, l’intento è quello di renderlo felice, ma la felicità non è in relazione alla quantità di regali. Più regali si fanno nell’arco dell’anno meno il bimbo sarà felice in quanto il fatto di riceverne tanti, renderà la cosa banale ed usuale.
Esistono dei criteri nella scelta dei giocattoli? Qual è il modo migliore per far giocare i bambini?
Innanzitutto bisogna cercare di recuperare il significato di ciò che vogliamo comunicare al bambino nel fargli un regalo. Sarà inoltre importante cercare di non lasciarsi prendere la mano, cercando di vincere la gara con i nonni e parenti, né di seguire la moda pubblicitaria dei “giochi più adatti” che ci vengono imposti dai media. E’ importante fare i regali ai bambini, ma bisogna riuscire a mantenere in tutto ciò una valenza educativa.
Nella scelta del giocattolo è meglio optare per quelli semplici che sono apprezzati soprattutto per la loro versatilità piuttosto che quelli troppo elaborati e statici. Infatti una cucina con tutti i suoi accessori potrà essere utilizzata soltanto come cucina, mentre una bacchetta magica o una scopa potranno facilmente trasformasi in una scopa volante, in un cavallo, in un trenino, in un ponte, etc. I giocattoli più semplici stimolano la fantasia dei bambini e gli permettono di vivere numerose e diverse avventure stimolando inoltre la capacità di adattare l’oggetto, ovvero il giocattolo a varie esigenze. Insegnano quindi l’arte del saper arrangiarsi.
I giocattoli vanno comperati e donati in occasioni speciali. Non bisogna regalare al bambino ogni giorno qualcosa. Il fatto di ricevere un regalo è una cosa importante alla quale bisogna dare un giusto peso. Deve trattarsi di un rituale, di un momento di felicità da condividere con tutta la famiglia, a prescindere dal valore effettivo del regalo. Con il regalo, testimoniamo al bambino il nostro amore.
Bisogna inoltre stare attenti a non utilizzare il regalo come mezzo di contrattazione per riuscire ad ottenere qualcosa in cambio. La formula “se sarai bravo ti comprerò un regalo…” porta ad un continuo comperare da parte dei genitori, senza ottenere un grande impegno da parte del bambino in quanto dopo un po’ i numerosi giocattoli, come abbiamo detto, diventano insignificanti.
E’ molto importante insegnare ai bambini ad avere cura dei propri giocattoli e di quelli altrui, ad apprezzarli e a non dimenticarli. Così facendo il bambino avrà maggiore cura anche degli ambienti e dei giocattoli che avrà a disposizione fuori casa.
Infine insegniamo ai bambini a fare regali agli altri donando soprattutto cose simboliche, un disegno o un lavoretto che il bambino stesso ha fatto. I bambini devono imparare ad essere rispettosi e ad accontentarsi anche con poco. Una grande verità del passato che però bisogna utilizzare anche oggi, se non vogliamo crescere bambini cronicamente infelici, egocentrici, mai contenti e viziati. Ditelo anche a Babbo Natale!